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MADE IN SICILY

MADE IN SICILY 

Mercoledì "Made in Sicily - the songs" all'Auditorium Rai di Palermo.

 Il 26 marzo all’Auditorium della RAI Siciliana la conferenza stampa di presentazione con Cafiso, Buzzurro, Milici, Mascellino e il produttore Alfredo Lo Faro.

  Sarà presentato mercoledì 26 marzo, alle ore 18, presso l’Auditorium della sede Rai di Palermo (viale Strasburgo, 19) il disco “Made in Sicily - the songs”, una raccolta di 14 pezzi della canzone di tradizione siciliana, riarrangiati ed eseguiti in chiave pop - jazz e che ha visto la partecipazione di soli artisti siciliani.
 
Si tratta della prima produzione musicale realizzata dalla monumentale orchestra Made in Sicily, composta da 104 musicisti e diretta da Vito Giordano e Domenico Riina. 
Una performance live di una selezione di brani della canzone popolare isolana, rivisitata attraverso la commistione con i ritmi contemporanei, sarà proposta nel corso dell’incontro con la stampa e con il pubblico.

 Interverranno, fra gli altri, Francesco Cafiso, Francesco Buzzurro, Giuseppe Milici, Ruggiero Mascellino, Mara Eli, Anita Vitale e i maestri Domenico Riina e Vito Giordano.
 Il progetto fortemente voluto dal produttore Alfredo Lo Faro ha l’obiettivo di valorizzare i migliori talenti del patrimonio musicale dell’isola, proprio per questo motivo nasce l’etichetta “Made in Sicily”, un nome che possa essere facilmente riconosciuto sia in Italia che all’estero. 
Ingresso libero

Commenti

Anonimo ha detto…
PETROLIO IN SICILIA





SINDACO DI VILLALBA (CL)

«Non vogliamo

pozzi di petrolio

nel territorio»



VILLALBA. «Non vogliamo pozzi di petrolio nel nostro

territorio». A lanciare l’allarme è il dottore Eugenio Zoda

nella doppia veste di primo cittadino di Villalba e di

presidente del Consorzio Cinque Valli che comprende

oltre a Villalba anche i comuni di Vallelunga Pratameno,

Marianopoli, Resuttano e Santa Caterina Villarmosa.

«Si sta perpetrando un gravissimo danno alla salute

di noi tutti e al nostro ambiente che è l’unica ricchezza

che abbiamo, e se non corriamo tempestivamente

ai ripari avremo un impatto devastante. Eppure

questa devastazione sta passando sotto silenzio. In

pratica - continua il dott. Zoda - sta sorgendo un pozzo

petrolifero in contrada Tumaranno in territorio di

Cammarata ma si tratta di una zona baricentrica ai comuni

del nisseno come Villalba, Vallelunga e Mussomeli.

Anzi questo pozzo già esiste e sono stati trivellati

2.500 metri. Un pozzo di petrolio che sorge in una zona

prettamente agricola a valle di Cammarata e che vive

di agricoltura ed allevamento grazie al sole, agli alberi,

all’aria, alla terra e alla sua montagna

e al costruendo Parco delle Serre di

Villalba.

Io non vorrei che questo nostro territorio

venisse devastato come quello di Gela

dove è aumentata l’incidenza tumorale

e la nostra agricoltura, così come il nostro

ambiente, vengano devastati senza

poi avere nessun ritorno per la nostra

popolazione. Il fatto - prosegue Zoda - è

che uno dei colossi italiani del settore

petrolifero dallo scorso novembre sta

procedendo alla trivellazione nella massima

discrezione e nel silenzio delle istituzioni

territoriali che, per quanto mi riguarda,

non sono state messe a conoscenza

di quello che sta avvenendo nel

nostro territorio, ma noi li abbiamo scoperti

e siamo pronti a scendere in piazza

non appena acquisiremo gli atti ufficiali

di questa concessione statale per la ricerca

del petrolio a casa nostra. Qua se dovesse

andare in porto questo progetto ci

rovineranno e pregiudicheranno il futuro

dei nostri figli, in cambio di cosa? Di

malattie e devastazione ambientale. Ci sono corsi d’acqua

che scorrono in quella valle e dobbiamo tutelarci

e tutelare la nostra gente dagli effetti devastanti che un

pozzo di petrolio potrà avere. Ecco perché tramite il vostro

giornale lancio un appello ai colleghi sindaci di

Mussomeli e Cammarata e Casteltermini ma anche degli

altri comuni del territorio come Vallelunga, coi

quali mi metterò in contatto subito dopo Pasqua per intraprendere

questa nostra ennesima battaglia a difesa

dell’unica ricchezza che abbiamo: l’ambiente».

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